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I grandi eventi di Appignano
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Leguminaria

Leguminaria è l'evento punta di diamante delle Marche in ambito gastronomico e culturale, che si svolge nel mese di ottobre centro storico di Appignano da 14 anni a questa parte: quella del 2017 sarà quindi l'edizione numero 15.

Nato come semplice momento di convivialità locale, si è evoluto fino ad accogliere migliaia di visitatori da tutta Italia, con ospiti europei (in primis tedeschi e olandesi) che tornano tutti gli anni.

Questo evento è cresciuto nel corso del tempo, e continua ad essere in evoluzione, poggiando su quelli che ne sono diventati i tre pilastri fondamentali: la qualità dell'offerta gastronomica, la presenza della tradizione della lavorazione della ceramica e una colonna sonora di tutto riguardo.

Gastronomia: a Leguminaria si degustano i Legumi autoctoni del territorio, portati in purezza e riconsegnati ai contadini locali (detti contadini custodi) grazie al progetto della Regione Marche durato tre anni che ha dato la possibilità di cogliere un’opportunità importante, da un punto di vista ambientale, economico e di salute.

Infatti con la ricerca effettuata con il sostegno del servizio Internazionalizzazione, Cultura, Turismo e Commercio della Regione Marche e l’impegno del dottor Valentino Ferrari, direttore del CRA-ORA Orticoltura di Monsampolo del Tronto (Ap), si è prodotto un percorso di ricerca e di sperimentazione applicata per l’individuazione, il recupero ed il mantenimento in purezza degli ecotipi di fagiolo, cece e roveja originari di Appignano.

In particolare, sono state studiate le specie fagiolo "Solfì", cece denominato "Quercia" (Cicer arietinum) e roveja (Pisum arvense), da sempre apprezzati perché ritenute unici ed insostituibili per la preparazione di piatti tipici ma da qualche tempo a forte rischio di erosione genetica.

Lo studio ha fatto parte di un più ampio progetto regionale di recupero e valorizzazione delle tipicità che si estende anche alla “fava” di Fratterosa (Pu), alla "cipolla" di Suasa (Pu), al "carciofo" di Montelupone (Mc), al "rafano" di Barchi (Pu), alle "patate" del Montefeltro, ed è sostenuta finanziariamente, oltre che dalla Regione Marche - assessorato all’Agricoltura, dai progetti Leader del territorio, dalle Province e dai Comuni interessati.

Ora, il risultato è sotto gli occhi di tutti: specie che sembravano perdute sono state riportate alla luce, molti agricoltori hanno iniziato un percorso economico legato ad essi, e Leguminaria si fa portavoce da anni della buona alimentazione a base di legumi.

In pratica, la cultura a tavola: una tavola imbandita però con le produzioni locali come ceci, fagioli e lenticchie, insieme agli assaggi dell’ottimo Solfì, servite nelle classiche ciotole di terracotta che da oltre cinquecento anni vengono prodotte nel paese. Ovviamente come ogni anno, gli ospiti potranno brindare con il Rosso Piceno dell’Azienda Agricola Villa Forano: inoltre i piatti preparati secondo le ricette tradizionali saranno condite con gli Olii monovarietali delle Marche.

La Ceramica. Da oltre 500 anni Appignano è famoso nella regione per la sua lavorazione dell'argilla per stoviglie ad uso domestico. Persino Dolores Prato, nel bellissimo libro “Giù la piazza non c'è nessuno” cita le “cocce” di Appignano. Negli anni '60, con l'introduzione massiva della plastica questa tradizione è andata scemando, ma è tornata forte e radicata grazie appunto al fatto che durante Leguminaria vengono regalate ai commensali la ciotola e il bicchiere in cui mangiano. Non solo: sempre grazie a Leguminaria è stata aperta la Scuola della Ceramica Mav da cui stanno uscendo i nuovi artigiani, e da 3 anni viene organizzato il concorso ceramico nazionale denominato CeramicAppignano. Il concorso si propone di incentivare la ricerca tramite il rinnovamento di forme e modi espressivi nell’ambito della produzione ceramica, individuando soluzioni che sappiano felicemente coniugare passato e presente tramite una “rilettura delle tradizioni ceramiche”.

La musica. Negli ultimi anni della manifestazione, grazie alla presenza della scuola di musica MusicArea di Appignano che ne ha curato la direzione artistica, la musica è diventata un'altra delle protagoniste di Leguminaria. I momenti musicali si svolgono principalmente in piazza, davanti alla Chiesa di San Giovanni e in alcuni spazi più esterni rispetto al centro storico. Ogni anno vengono ospitati gruppi e cantanti apprezzati e conosciuti, con generi musicali che vanno dal blues al jazz, al pop, ma anche musica popolare, come la pizzica o i divertenti stornelli dei gruppi locali.

Concorso Convivium

L’Amministrazione Comunale di Appignano in collaborazione, con l’associazione culturale AppCreativa e con la collaborazione della Dot Matteo Zauli, nell’ambito delle azioni intese alla promozione della ceramica, indice la terza edizione del concorso ceramico nazionale denominato CeramicAppignano. Il concorso si propone di incentivare la ricerca tramite il rinnovamento di forme e modi espressivi nell’ambito della produzione ceramica, individuando soluzioni che sappiano felicemente coniugare passato e presente tramite una “rilettura delle tradizioni ceramiche” come indicato dalla legge per la “qualificazione della ceramica artistica e tradizionale della ceramica italiana di qualità”. Il Concorso è aperto a: Il Concorso è aperto a:

a) artisti ed artigiani della ceramica. La giuria seleziona una rosa di artisti da invitare.

b) studenti Licei Artistici, Istituti d’Arte nonché facoltà universitarie del settore, associazioni e/o scuole di ceramica Potranno essere presenti, fuori Concorso, ma sempre sul tema proposto, anche pezzi di noti ceramisti italiani o provenienti da altri paesi con i quali venissero instaurati progetti di scambi internazionali.

Bellente il Brigante

La figura di Pietro Masi detto Bellente è ormai ben radicata nella storia culturale della provincia maceratese e del territorio di Appignano. Il  fascino di giovane ribelle, disertore e brigante morto a soli 23 anni, ancora oggi colpisce per la sua forza e la sua determinazione nel ribellarsi al potere napoleonico di inizio ‘800. “Pietro Masi detto Bellente” nasce dalla voglia di ripercorrere la sua breve seppur intensa vita: dall’infanzia tra i vicoli di Appignano fino alle campagne in cui si aggirò fuggiasco e dove morì braccato dai gendarmi. Lo spettacolo itinerante, che si snoda attraverso il centro storico di Appignano, presenta piccoli spaccati della sua storia di adolescente, giovane e poi brigante. Accanto a Pietro Masi prendono vita  le figure della sua famiglia, gli amici, le donne e i compagni briganti che lo accompagnano e lo raccontano fino al tragico epilogo della sua esistenza. Il progetto nasce dalla collaborazione della Teatro Service soc. coop. con il Comune di Appignano,  la ProLoco, che ha curato l’allestimento e la cena finale, e con la Giovane Agorà. Un ringraziamento particolare va a Mario Buldorini, Roberto Bronzi e Sergio Cecconi che con i loro testi hanno fornito il terreno su cui far nascere questo progetto. Un sentito grazie allo scomparso Giuseppe Gasparrini, in arte Peppe de Birtina, che ha scritto la celebre ballata intitolata a Pietro Masi, anello indissolubile per le vicende del Bellente. Grazie a  Lucia Dagmar Kogel e a Walter Cortella per la loro preziosa presenza e tutti gli amici che hanno creduto in questo progetto. L’adattamento e l’ideazione del progetto sono a cura di Lucia De Luca e Leonardo Gasparri.